lunedì 21 dicembre 2015

Esercizi per il pensiero creativo





venerdì 11 settembre 2015

Il pensiero Creativo nel Business


Il modo in cui  pensiamo influenza i risultati. I grandi leader lo sanno e quando si tratta di risolvere un problema lo analizzano sotto una prospettiva più ampia, raccolgono informazioni e prendono decisioni in modo tempestivo.

Si lasciano condurre dalla loro Vision, sanno già quale strada percorrere e come arrivarci. Essi guardano al futuro assicurandosi che le azioni giuste vengano fatte su base giornaliera. Questo tipo di leadership si nutre di quello che è il pensiero creativo.

La nostra istruzione e formazione scolastica predilige concetti basati sulla logica riducendo le nostre capacità creative e purtroppo nel business e anche nella vita privata,  questo può essere un grande ostacolo. Pensare fuori dagli schemi diventa così molto raro, infatti solo chi avrà il coraggio di farlo avrà successo. Ken Robinson  espone una divertente e profonda riflessione sul sistema educativo scolastico mondiale a mio avviso da ascoltare con grande attenzione, soprattutto se avete figli.
3 suggerimenti per pensare in modo creativo nel business
#1  Pensa l’impensabile

“Pensa in grande. La dimensione del tuo successo è determinato dalla dimensione del tuo pensiero.”  David Joseph Schwar

La ricerca attuale nell’importanza del pensiero creativo nella leadership suggerisce che ci sono almeno sette diverse competenze distinte di pensiero creativo: diagnostico, strategico, ideativo, valutativo,contestuale, pensiero tattico e visionario.

Quest’ultimo definito come “conceiv ” ossia immaginare il risultato che si desidera creare consiste nella pratica della visualizzazione di un risultato desiderato.  E’ il primo passo per la generazione di una idea o concetto unico, che viene poi trasformata in realtà. Questa tipologia di pensiero costituisce una capacità essenziale per i leader, come parte della loro opportunità e la responsabilità di “tracciare la rotta” per le loro rispettive organizzazioni.
#2  La consapevolezza è il seme del pensiero creativo

Il cervello fa solo quello che è abituato a fare e a volte ti frega. L’esempio classico è quello del percorso mattutino per andare a lavorare. Tu non lo sai ma hai già innescato il “pilota automatico”, puoi essere anche mezzo addormentato alla guida della tua macchina o pensare ad altro, ma magicamente arrivi a destinazione senza avere la benché minima consapevolezza della strada che hai percorso. E’ stato il tuo cervello a portarti a destinazione mentre tu pensavi ad altro.  Il cervello è programmato per lavorare meno, per fare meno fatica. A volte è utile ma a volte è pericoloso. Comportamenti negativi si ripetono in modo che nemmeno ce ne rendiamo conto e a volte si creano situazioni dannose per noi e per gli altri.
La consapevolezza diventa quindi il primo passo per sostituire l’automatismo al pensiero creativo e  il pensiero creativo è la strada per realizzare i tuoi obiettivi.
Se vogliamo raggiungere un obiettivo, per prima cosa dobbiamo abituare il nostro cervello a “fare fatica” e quindi seminare una nuova “abitudine”  in modo da portarlo a percorrere la strada di ciò che vogliamo veramente realizzare  e qui occorre autodisciplina. Si può raggiungere qualsiasi cambiamento iniziando con piccoli passi. 
Questa nuova abitudine sei tu che la scegli e  può essere qualsiasi cosa, come andare a correre ogni mattina, leggere 20 pagine di un libro ogni sera, oppure se finalizzata al tuo obiettivo di business dedicare un’ ora a settimana a fare X per ottenere Y. Innesca il pilota automatico delle tue abitudini vincenti.
#3 Pensare in modo chiaro e potenziante

Il modo in cui pensiamo influenza i risultati

Risulta evidente l’importanza di pensare in modo chiaro e potenziante riuscendo così a svolgere al meglio le nostre azioni per raggiungere i nostri obiettivi. Il primo passo per creare un business  di successo è porsi gli obiettivi giusti in modo da poterli adattare alle nostre risorse, misurare, controllare e realizzarli nei tempi definiti.
Diventa importante conoscere i nostri pensieri e condurli nella direzione che vogliamo.

Questi sono piccoli spunti  per iniziare a capire come la consapevolezza e  il modo in cui pensiamo determina le nostre azioni. Mi fermo qui per evitare di inserire troppi concetti  che potrebbero creare solo confusione, quando invece questo argomento oltre ad essere affascinante nella teoria,  nella  pratica da dei risultati incredibili.
Conclusione

Qualsiasi  tecnica che possiamo conoscere per far crescere il nostro business se non è supportata  da una particolare attenzione verso noi stessi e il mondo che ci circonda, non potrà portarci  da nessuna parte.  La consapevolezza è la chiave della nostra crescita e abbiamo tutti una grande fortuna: possiamo decidere di  innalzarla e potenziarla. Essa conduce alle abilità e le abilità conducono al risultato. Si ottengono risultati ad un progetto se si lavora in sintonia con il nostro modo di essere e quello che siamo disposti a pensare.  Un esempio? Un campione di tennis conosce benissimo come deve effettuare il servizio, a livello di tecnica lo avrà provato migliaia di volte. Lo potrebbe fare anche bendato e su una gamba sola. Ma è quando è alle finale di Wimbledon, in mondovisione, dove milioni di spettatori lo stanno guardando che deve ottenere il risultato.  Quella battuta é quella decisiva. In questo scenario purtroppo esistono sempre  le “interferenze”, quelle situazioni indesiderate che minacciano la sua prestazione: il caldo, la stanchezza, dolore al polso, il pubblico, ecc.  Ecco che entra in gioco l’abilità ossia il suo potenziale che ha sviluppato partendo dalla consapevolezza e capacità di pensare nel rendere innocue le interferenze: con un piccolo gesto sulla spalla si concentra,  recupera tutte le sue risorse interne ed esterne, sta mettendo a tacere il suo rivale interno, attinge alle sue potenzialità…, non sente più il caldo, il dolore al polso si è attenuato, il pubblico è lontano…ora sa dove far arrivare la pallina. Batte e… vince.

martedì 8 settembre 2015

Cambia il tuo modello.....

Creiamo la nostra realtà con il pensiero, intento e affermazione.


Abbiamo detto più volte che creiamo la nostra realtà con il pensiero. Ma come avviene esattamente?
Un pensiero è un pensiero. Quando pensiamo qualcosa, che sia frutto di un nostro ragionamento o di una manipolazione, tendiamo a manifestarlo. E se accettiamo il pensiero, significa che lo vogliamo. Altrimenti non lo penseremmo. Accettiamo che ci sia, anche se non ci piace. E l'accettazione è un atto di volontà. Perché se si accetta qualcosa allora significa che si vuole accettarlo. Anche la non accettazione è un atto di volontà. Quindi?
Quindi siamo noi che accettiamo o meno un pensiero perché lo vogliamo accettare o meno. Quindi la nostra creazione, dato che dipende dai nostri pensieri, è fondamentalmente un atto di volontà. E l'intento non è altro che un altro nome per indicare la volontà. Quindi creo la realtà con l'intento di manifestare un certo pensiero.
Cos'è invece l'affermazione? Non è altro che l'affermare che una cosa è così. Cioè è un indicare lo stato presente di una certa realtà.
Varie scuole di pensiero new age e non affermano l'importanza dell'affermazione per manifestare la realtà. Cioè dicendo che un qualcosa è, allora tendo a manifestarlo nella realtà. Mi pare che non sia logico questo ragionamento. Vediamo perché.
Manifestare la propria realtà significa che ciò che mi interessa è il futuro. Dato che il passato è passato ed il presente lo sto vivendo, cerco di crearmi un futuro con il pensiero. Se affermo che una cosa è, significa che sto lavorando sul presente. E quindi? Quindi non posso cambiare nulla né adesso, né tantomeno nel futuro.
L'uso dell'affermazione per creare un futuro avrebbe senso se avessimo la capacità di manifestare istantaneamente la nostra realtà. Cioè dicendo che una cosa è, la manifesto istantaneamente. E ciò avrebbe senso. Ma purtroppo (o per fortuna) non abbiamo la capacità di manifestare istantaneamente il nostro pensiero. E quindi dobbiamo cercare di crearci un futuro con il pensiero e non manifestare il presente, dato che non possiamo cambiarlo istantaneamente.
Quindi? Quindi è necessario lavorare sul desiderio o sogno. Cioè desideriamo di manifestare una certa realtà nel futuro. In sostanza, utilizziamo la nostra volontà. Se desidero qualcosa, significa che la voglio. E quindi è necessario utilizzare l'intento per manifestare il futuro. L'affermazione lavora sul presente, in quanto si indica uno stato d'essere presente. Anche se si utilizzasse il futuro (del tipo "io sarò..") non avrebbe senso, perché si lavorerebbe sempre su uno stato d'essere, ma futuro. Ora essere significa che è così. Si afferma che è così. Ma non si può affermare che un futuro sarà in un certo modo, perché la creazione del futuro dipende non solo da noi, ma da tante altre variabili che comprendono tutto l'ambiente in cui viviamo. Quindi il futuro non è stabilito, e non ha senso dire che qualcosa sarà, dato che il futuro non è stabilito.
Ci sono sempre molte possibilità per il futuro. E ciò dipende da moltissime variabili che non possono essere misurate. Non ha senso focalizzarsi sul futuro, perché non possiamo crearlo con visualizzazioni o con affermazioni. La visualizzazione non è altro che un'affermazione fatta ad immagini. E' lo stesso concetto. Significa immaginare che una cosa è. Ma non è possibile creare il futuro con visualizzazioni. Per lo stesso motivo per cui non funzionano le affermazioni.
Diverso però è il caso della visualizzazione e dell'affermazione per manifestare qualcosa di non fisico nel presente. In questo caso hanno un senso. Infatti abbiamo la capacità di manifestare un pensiero nel non fisico istantaneamente. Ciò che richiede tempo è il portare tale pensiero a manifestarsi a livello fisico. Quindi l'uso della visualizzazione e dell'affermazione per lavorare sui corpi sottili attraverso l'utilizzo di simboli, colori o parole ha senso. Ma solo in questo caso.
Quindi per manifestare un certo futuro basta l'intento. Le visualizzazioni o affermazioni non servono a nulla. Poniamo il nostro intento e, in base alle quasi infinite variabili in gioco, si manifesterà un certo futuro. Ma il tempo tra l'intento e la manifestazione dell'intento è molto lungo per la maggior parte delle persone, anche diversi anni. Ma più si va avanti nell'evoluzione personale, e minore è il tempo che intercorre tra l'intento e la manifestazione dell'intento. Ed è questa una delle ricompense più gratificanti per l'impegno messoci nella propria evoluzione personale.
Ma è ovvio che la capacità di manifestare non sarà mai istantanea (cioè tempo nullo), dato che viviamo nello spazio-tempo ed il tempo esiste. Inoltre se così fosse significherebbe conoscere già il futuro. E ciò non avrebbe senso, perché verrebbe meno la scoperta e l'imprevisto del futuro. E' questa forse la parte più bella ed intrigante della vita!